
Curiosità che forse non sai di Orvieto
Secondo una leggenda medioevale, il cosiddetto pozzo di san Patrizio era una caverna molto profonda. Si trovava su un isolotto, nell’Irlanda nord, qui San Patrizio si ritirava in preghiera. Si narra che Cristo gli aveva indicato la caverna per far vincere l’incredulità dei fedeli poco convinti a proposito delle pene dell’aldilà. Chi fosse riuscito a raggiungerne il fondo, superando una serie infinita di prove (Purgatorio ), avrebbe ottenuto la remissione dei peccati e l’accesso a un luogo di delizie e infine al Paradiso.
Secondo la tradizione un sacerdote boemo di nome Pietro da Praga, nell’estate del 1263, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell’ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote intraprese allora un pellegrinaggio verso Roma per pregare sulla tomba di Pietro e placare i suoi dubbi di fede.
Durante il viaggio di ritorno, percorrendo la via Cassia, si fermò a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo il sacerdote celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina. Al momento della consacrazione, l’ostia avrebbe iniziato a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso, il sacerdote cercò di nascondere il fatto avvolse l’ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia.
Pietro da Praga si recò così da papa Urbano IV, che si trovava a Orvieto, per riferirgli l’accaduto. Il pontefice inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie riconoscendo la natura miracolosa dell’evento. Il pontefice emanò nel 1264 la Bolla “Transiturus” istituendo a tutta la Chiesa il Corpus Domini. A partire dal 1290 venne edificato il Duomo di Orvieto per custodire il reliquario nella cappella del corporale e la cappella nuova, nel 1504.
Il tufo del basamento fu sfruttato nei secoli. Nel medioevo venivano estratti massi di tufo per costruire case , ma anche la creazione di luoghi dove svolgere attivita’ (tipo un frantoio, un laboratorio di ceramica, uno dove si tingeva la lana ecc) gettare rifiuti o far invecchiare il vino. Ma le strutture piu’ curiose rinvenute nel tufo sono i colombari: delle fessure quadrate 30 cm per 30cm nel tufo dove nidificavano i colombi per poi mangiarli. Ce ne sono circa 20.000!
I BUTTI o pozzi medievali sono numerosi a Orvieto, erano obbligatori dal 1299 da quando il papa Bonifacio XIII ordino’ di avere un pozzo o in giardino o in cantina dove buttare le ossa e i rifiuti solidi inorganici. Si pensa che servissero perché buttare i rifiuti dalla rupe con il passare del tempo l’avrebbe resa espugnabile, ed anche perché in caso di pestilenza, veniva gettato tutto li’ dentro e sigillato.
Tutte le abitazioni partono da una cantina con tre livelli. Con il materiale estratto per fare le cantine si costruiva la casa sopra. I tre livelli garantivano il mantenimento del cibo. A pian terreno avveniva la pigiatura uva, la macellazione e la conservazione cereali. Al primo livello la seconda fermentazione e la conservazione dell’olio . Al secondo livello c’era il vino in botti e la conservazione delle carni.