
Il borgo che muore,
o meglio che moriva
Civita di Bagnoregio detta anche la citta’ che muore.
Forse un tempo, perché ora, nonostante siano quasi le 17:00 di una domenica di febbraio e stia piovigginando, gente ce n’è !
La precarietà del tufo sul quale sorge ha reso Civita di Bagnoregio famosa. Infatti tutto il borgo è concentrato su uno sperone di tufo alto 400 metri. Si calcola che il borgo si riduca di circa 7 cm all’anno.
Non per la precarietà, ma per una questione di svuotamento del paese anche Calcata Vecchia stava per essere abbandonata, ma si è pensato ad altro.
Sai perchè si chiama “bagnoregio”?
Un tempo a Bagnoregio erano presenti 5 porte per accedere al borgo da varie parti.
Una di queste, Porta della Maesta’ collegava il borgo a una fonte termale posta nella valle sottostante, detta Valle dei Calanchi. Questa fonte si chiamava Balnoregium, ossia bagno del re. Desiderio, re dei Longobardi che dominarono il borgo fra il 756 e il 774, aveva una grave malattia della pelle e spesso veniva in questa fonte termale.
Entriamo nel borgo
Per entrare nel borgo, si percorre un ponte di circa 300mt. Questo ponte, costruito dopo il terremoto del 1965 è stato dedicato ad Alberto Sordi. Un ponte precedente fu distrutto nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale dai tedeschi.
Percorso il ponte, che non è corto, e nell’ultimo tratto in salita, si entra nel borgo, attraverso l’unica porta rimasta delle 5 esistenti: Porta Cava o Porta di Santa Maria.
La porta di Santa Maria è intagliata nel tufo ed è stata arricchita negli anni. Da notare i due leoni che mangiano teste umane, scolpite per ricordare la ribellione della popolazione all’oppressione dei Monaldeschi, famiglia ricca di Orvieto.
Cosa ci si aspetta in un borgo che muore? Desolazione, silenzio, solitudine.
Invece NO! Passata la porta si accede alla piazza che pulula di gente, ci sono locali, ristoranti e un albergo in ristrutturazione.
Sulla piazza si affaccia l’unica chiesa la Chiesa di San Donato, di fronte all’antico palazzo comunale di Civita.
Nel 1695 un terremoto causò gravi danni alla cattedrale, che fu trasferita nel vicino centro abitato di Bagnoregio.
Solo se si lascia la piazza e ci si addentra nel borgo si avverte l’abbandono. Poche anzi pochissime le finestre illuminate. Alcuni poi sono b&b.
Gli effettivi abitanti residenti a Civita di Bagnoregio sono 31.
Info
I parcheggi sono tanti ma purtroppo un pò cari. Noi abbiamo parcheggiato un pò lontano e abbiamo fatto una lunga passeggiata su di una strada che potrebbe essere valorizzata in altro modo. Forse è la bassa stagione che ci inganna, spero che in pieno periodo sia più viva.
Per raggiungere Civita si entra in una specie di giardino dal quale si può godere della vista della rocca in tutto il suo splendore. Posto ideale per delle bellissime foto! Poi si scende: il percorso è bello lungo quindi attrezzatevi.
Arrivati in prossimità del famosissimo ponte c’e la biglietteria (e già si paga 5 euro per entrare).
Per fortuna abbiamo fatto le nostre foto quando ancora c’era un po’ di luce, perché con il calar della notte la rocca rimane completamente al buio. Al contrario delle vallata circostante che viene illuminata dal basso.
Molto caratteristica, un pò troppo sopravvalutata Civita di Bagnoregio merita di essere visitata, ma se riuscite ad abbinare la visita con altre mete intorno, vi ripagherete il viaggio!
Non mi resta che dirvi: arrivederci a Civita di Bagnoregio….forse!



